Prendiamoci cura della Terra

Costruire foche monache con Angela ed Edoardo con materiali sottratti al macero

Edoardo Malagigi presenta, nel suo laboratorio di Firenze, i modellini di Foca monaca che serviranno per la realizzazione in scala delle Opere d’Arte Collettiva raffiguranti due Foche monache al vero.

Il progetto Operazione Foca monaca è stato pensato per dare, a tutti quelli che lo desiderano, la possibilità di essere protagonisti diretti delle molte azioni e dei molti eventi che lo compongono. Le diverse attività che animano azioni ed eventi sono finalizzate alla conoscenza delle problematiche che affliggono il mare attraverso le vicende della Foca monaca (Monachus monachus).
Negli anni settanta abbiamo creduto, o forse sperato, che la conoscenza delle diverse espressioni della natura inducesse automaticamente un atteggiamento rispettoso verso quelle specie o quegli habitat. Poi ci siamo accorti che non era così. Ci siamo accorti soprattutto che in alcuni casi il nostro “spiegare” potesse risultare addirittura noioso. Abbiamo capito che le nostre iniziative, se volevano raggiungere lo scopo di far amare le componenti della biodiversità e gli ecosistemi di cui sono parte, dovevano coinvolgere ed emozionare. E’ da questi assunti che nasce Operazione Foca monaca, una sorta di puzzle in cui tutti possono giocare a incastrare le tessere.

Il piccolo modello realizzato con una stampante 3D che utilizza plastica riciclata certificata, è servito a Edoardo Malagigi e Angela Nocentini a preparare le sezioni del corpo delle foche utilizzate per la costruzione delle strutture portanti delle Opere d’Arte Collettiva.

La tessera più importante di questo puzzle, cominciato alcuni mesi fa e che si concluderà alla fine del maggio 2021, è la costruzione di due Opere d’Arte Collettiva. Rappresenteranno due Foche monache a grandezza naturale. Parteciperanno alla costruzione delle Opere d’Arte cittadini di tutte le età. Chiunque voglia provare l’emozione di essere autore di una creazione artistica potrà farlo con le proprie mani sotto l’attento sguardo di due artisti di fama internazionale: Angela Nocentini e Edoardo Malagigi.
La realizzazione delle Opere è iniziata dal 2 al 12 ottobre presso la libreria Messaggerie sarde di Sassari con la costruzione della struttura portante di una foca e lo “scheletro” dell’altra, utilizzando le scatole in cartone che accolgono per il trasporto i libri della storica libreria sassarese. La pasta di giornale con cui verranno ricoperte le strutture da tutti i cittadini che parteciperanno, simulerà la pelle.
Il laboratorio collettivo si terrà presso la stessa libreria dal 10 al 12 aprile 2022 e il 14 aprile verrà consegnata all’Area Marina Protetta di Capo Carbonara a Villasimius che la esporrà nel Museo del Mare.

L’attenta osservazione di diverse foto indica le giuste proporzioni per la realizzazione delle strutture portanti delle foche in dimensioni naturali.

Le Opere si ispirano, in parte, alle opere di Maria Lai, la grande artista sarda che, insieme a tutti i suoi compaesani, ha legato con nastri azzurri tutte le case di Ulassai e lo stesso Ulassai al Monte Gedili in un grande atto di pacificazione. Le nostre Opere desiderano imitare questo gesto di pacificazione fra la nostra specie e la Foca monaca di fronte al Mediterraneo, nostra grande madre.

Per chi desidera sapere, prima di conoscerli personalmente, delle notizie sugli artisti che condurranno queste giornate emozionanti, lasciamo di seguito alcune voci dei loro lunghi curricula scelte fra le opere che ci sembrano più attinenti al lavoro che svolto con noi.

Angela Nocentini

ANGELA NOCENTINI è docente di Scultura per la scenografia e Anatomia artistica all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Inizia negli anni 80 e 90 con una lunga serie di collaborazioni in ambito scenografico per vari teatri italiani, Firenze, Roma, Venezia, Bologna, Milano, Trieste e Genova e di altri allestimenti come cenacoli e Vie Crucis per alcune chiese in Italia e in Brasile, o come le Sculture semoventi per il Museo degli Automi a St. Croix, Losanna. A Firenze nel 2009 coordina “100% antineutrale” una sfilata di abiti futuristi nel cenacolo dell’Accademia e alla Biblioteca delle Oblate realizza una Non-sfilata. Con “CARNE: Not regular bodies” del 2009/2010 considera le relazioni tra corpo e cibo, partendo dalle osservazioni delle modifiche morfologiche che il nutrimento produce sui corpi umani.

Progetta e realizza interventi di arte solidale per la Fondazione Bambini in emergenza a Singureni, in Romania, e a Roma. Realizza Eco-abiti per Walt Disney Production. Conduce workshop didattici a Pechino, Belgrado, Lecce, Firenze, Bucarest producendo eventi site specifici.

Nel 2010 coordina la performance Riflessologia, alla Casa della Creatività e nell’ambito di Terra Futura conduce un laboratorio di eco-arte per Legambiente.

Nell’Aprile di quest’anno coordina insieme a Malagigi il progetto “Scart” promosso nel settimo centenario della morte di Dante che coinvolge gli studenti delle Accademie di Belle d’Arti di Firenze, Ravenna e Carrara nella realizzazione di tavole della Divina Commedia realizzate con materiali di recupero.

Edoardo Malagigi

EDOARDO MALAGIGI ha insegnato per 40 anni all’Accademia di Belle Arti di Firenze, da tempo è impegnato a realizzare installazioni d’arte utilizzando come materia prima i rifiuti. Da anni lavora nella ricerca e nella progettazione di ambienti ed oggetti di design riabilitanti e terapeutici. Collabora con organizzazioni no – profit, come l’ATA di Amsterdam e Bambini in emergenza, occupandosi di creatività e sostenibilità.

Ha ideato Schillellé, il grande muggine di 8 metri costruito con i rifiuti portati dal mare, simbolo del progetto Oltre la raccolta differenziata, realizzato a Pula nel 2009. Un’altra esperienza del genere lo ha visto protagonista nel 2013, a Naha la capitale dell’isola di Okinawa in Giappone. Sono stati raccolti migliaia di piccoli rifiuti arrivati dall’oceano al porto di Naha. Questi sono stati lavati e poi piegati con la tecnica degli origami, diventando così dei fiori da collocarsi all’esterno di una forma lunga otto metri simile al dugongo, un mammifero in via di estinzione, che ancora frequenta le coste dell’isola. Nell’agosto del 2019 ha realizzato un capodoglio lungo 12 metri con i tetrapak usati. Un’installazione artistica a sostegno del Santuario dei cetacei Pelagos.

Crediti

Autore: Anna Lacci è divulgatrice scientifica ed esperta di educazione all’ambiente e alla sostenibilità e di didattica del territorio. E’ autrice di documentari e volumi naturalistici, di quaderni e sussidi di didattica interdisciplinare, di materiali divulgativi multimediali.