Prendiamoci cura della Terra

Nox Persei, la notte delle stelle cadenti

Map courtesy of Sky & Telescope Magazine

In agosto dalla cometa Swift-Tuttle si origina uno sciame meteorico che presenta il picco massimo di passaggio nelle notti tra il 10 e il 13.
Ogni anno, ad agosto, la Terra, nel suo percorso intorno al Sole, interseca lo sciame di detriti lasciati da questa cometa grande circa 20 km e che viene a farci visita ogni 133 anni, la Swift-Tuttle appunto. Questi piccoli detriti grandi qualche millimetro impattando l’atmosfera terrestre ad una velocità di circa 200.000 km/h si disintegrano in una scia incandescente che illumina il cielo notturno. 
Quando le comete orbitano nelle zone interne del sistema solare, vengono riscaldate proprio dalla nostra Stella, che causa lo scioglimento del ghiaccio presente sull’astro formando la classica lunga coda cometaria.

Questo fenomeno viene comunemente definito col termine popolare, ma decisamente inesatto, di “stelle cadenti”.  I detriti di polveri e ghiaccio lasciati dalla cometa Swift-Tuttle nel suo passaggio intorno al Sole generano scie luminose che sembrano provenire tutte dalla stessa area celeste (radiante) all’interno della costellazione di Perseo; da qui il nome di Perseidi

Rappresentazione grafica di sciame meteoritico da Astronomicast.it

Nell’antichità le comete, anche la Swift-Tuttle, erano considerate presagio di catastrofi e sciagure, cattive stelle quindi, ed è proprio qui che ha origine la parola “disastro”, in latino infatti la parola Astrum (stella) veniva anticipata dal prefisso negativo dis (dis-astrum).
Questo evento celeste cade proprio a ridosso del 10 agosto, data in cui si celebra il martirio di San Lorenzo. Infatti le meteore di questo periodo rappresenterebbero le lacrime versate dal Santo. Nasce da qui la leggenda secondo cui basterebbe rievocare il dolore del Santo guardando le sue “lacrime” per vedere realizzato un proprio desiderio.

Foto di Achim Kleist da Pixabay.

Come osservarle
Già dalla prima settimana di agosto sarà possibile osservarne alcune. Il loro numero aumenterà gradualmente fino a raggiungere il picco di circa 70 meteore visibili ogni ora nelle notti tra l’11 e il 13 agosto. Nei giorni che vanno dal 10 al 13 agosto la luna crescente tramonterà in prima serata, liberandoci dal suo bagliore. 
Il modo migliore per osservarle è assolutamente ad occhio nudo, per sfruttare al massimo l’enorme campo di cielo che la nostra vista può inquadrare e vedere quindi quante più scie possibile. Niente binocolo, né tantomeno il telescopio.

Anche se le meteore hanno il radiante nella costellazione di Perseo, il mio consiglio è quello, se possibile, di sdraiarsi e guardare allo zenit: avremo un ampio campo visivo e con la coda dell’occhio riusciremo ad avvistare anche quelle più basse sull’orizzonte. Magari evitiamo di rivolgere lo sguardo a Sud-Ovest, cioè dalla parte opposta del radiante, per evitare di non vederne affatto. Naturalmente più il cielo è libero da inquinamento luminoso e più c’è la possibilità di osservare molte stelle cadenti e magari qualche bolide, una lunga e lenta scia di fuoco creata da qualche detrito più grande che illumina il cielo notturno.  Un fenomeno molto più raro ma che una volta osservato diventa indimenticabile.

Crediti
Autore: Giancarlo Neccia è astrofilo e astrofotografo dell’associazione “La via delle Stelle” di cui è vicepresidente. Gestisce a livello tecnico l’osservatorio “La via delle stelle” di Montelanico (Roma) e l’osservatorio Maurizio Cassandra di Carpineto Romano (Roma) dotato di telescopio Marcon da 400 mm.

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