Prendiamoci cura della Terra

Piccole luci danzanti, la magia delle notti d’estate

Lucciola, lucciola, vien da me,
ti darò il pan del re,
il pan del re e della regina,
lucciola, lucciola, vien vicina!

Così cantavano i bambini del secolo scorso nelle calde notti di prima estate, quando il buio, come per magia, si illuminava di piccoli lampi, un’orchestra di luci sui campi di grano, vicino ai ruscelli, nei prati dove l’erba rimaneva alta, quando andavano a caccia di lucciole con un fazzoletto per metterle sotto un bicchiere; il mattino dopo le lucciole non c’erano più, al loro posto avrebbero trovato qualche monetina.
Tutti conosciamo le lucciole, ma ahimè sono sempre più rare: nell’arco di pochi anni sono scomparse da interi territori. Se chi è più avanti con gli anni ricorda campi e giardini illuminati, in molti luoghi le nuove generazioni non ne hanno mai vista nemmeno una.

Conosciamole meglio!

Le lucciole sono insetti Coleotteri appartenenti alla famiglia Lampiridi; se ne conoscono circa 2000 specie. In Italia le più comuni sono la Luciola italica e la Lampyris noctiluca
Sono caratterizzate dalla capacità di emettere segnali luminosi. Gli adulti sfarfallano nei primi giorni d’estate, sono piccoli, allungati, abbastanza insignificanti.

Lampyridae- Maschio di Lampyris noctiluca
Foto di Hectonichus, CC BY-SA 3.0 via Wikimedia Commons

Molte specie presentano uno spiccato dimorfismo sessuale: i maschi sono alati mentre in alcuni generi (es. Luciola) le femmine non volano, in altri come nel genere Lampyris, le femmine sono attere, cioè non presentano ali.

Lampyris noctiluca femmina
Foto di Wofl~commonswiki, CC BY-SA 2.0 DE

Gli adulti vivono solo 10-15 giorni e non mangiano nulla, vivono unicamente per riprodursi.
Depongono uova luminescenti da cui nascono larve allungate un po’ schiacciate e leggermente bioluminescenti.

Larva di lucciola bioluminescente
Foto di Nevit Dilmen, CC BY-SA 3.0 by Wikimedia Commons

Vivono al buio, nel terreno umido ricco di lettiera organica per 2 anni e sono delle formidabili predatrici, dei veri e propri killer spietati. Si nutrono cacciando esclusivamente centinaia di lumache e chiocciole prima di diventare adulte, utilizzando una tecnica di caccia di tipo chimico particolarmente precisa ed efficace:
ogni 2 o 3 giorni, la larva di lucciola perlustra il suolo alla ricerca delle prede seguendo la traccia di bava lasciata dalle lumache; una volta individuata la preda, che può essere molto più grande di lei, la afferra con le mandibole cave e a forma di uncino e, a morsi, inietta, attraverso esse, una miscela di enzimi e tossine che la paralizzano e ne liquefanno i tessuti dall’interno. A questo punto aspira il liquido predigerito attraverso l’apparato boccale.
È indubbiamente un toccasana per gli orti, dove ci sono larve di lucciole le lumache spariscono!

Larva di lucciola mentre si nutre di una chiocciola
Foto di_Raju_Kasambe – CC BY-SA 4.0 – by Wikimedia Commons

Una volta terminato il ciclo larvale, all’inizio dell’estate, le lucciole vivono i loro ultimi giorni di vita come adulti che devono incontrarsi per riprodursi.

Negli ultimi segmenti del loro addome sono situati degli organi fotogeni che producono luce tramite una reazione chimica nella quale la luciferasi, un enzima coinvolto in processi di bioluminescenza, agisce sulla luciferina, una molecola organica, liberando energia sotto forma di fotoni visibili, emettendo cioè una luce fredda giallo verdastra. Questa capacità è alla base della strategia di comunicazione che permette alle lucciole di trovare il proprio partner.
Solitamente, i maschi volano emettendo segnali luminosi intermittenti per attirare le femmine, mentre queste ultime rispondono rimanendo a terra ferme sull’erba.

Femmina di Luciola lateralis sull’erba, con i segmenti addominali bioluminescenti
Foto di さん – CC BY-SA 2.0 – by Wikimedia Commons

Le femmine rispondono ai bagliori dei maschi con un proprio flash, creando una forma di dialogo luminoso fondamentale per il riconoscimento del partner.
In pratica, tra le 10 di sera e la mezzanotte, nei mesi di giugno e luglio, le femmine, che non volano, si spostano in una zona in cui possono essere viste e raggiunte da un maschio, e illuminano i segmenti addominali. Il segnale luminoso rimane attivo per due ore circa. Se non arriva un maschio la femmina si ritira nel suo nascondiglio fino alla notte successiva. Questo avviene per circa 10 notti di seguito.

Femmina di lucciola su un filo d’erba mentre emette il suo segnale luminoso
Foto di Erik Karitsa su Unsplash.

Furono gli studi del Professor Floriano Papi fondatore della Scuola Etologica Pisana e del suo team di ricercatori, alla fine degli anni sessanta del Novecento, a capire le modalità di corteggiamento delle lucciole e il complesso codice di comunicazione luminosa utilizzato da questi insetti per l’accoppiamento, decifrando il sistema di segnali luminosi attraverso cui i maschi e le femmine comunicano nel buio.

Purtroppo come si può notare la popolazione delle lucciole è in rapidissimo declino, gli habitat sono ridotti e frammentati, il mondo agricolo è cambiato, l’uso di sostanze chimiche come la metaldeide, l’inquinamento luminoso, mettono a serio rischio la loro capacità di sopravvivere e riprodursi.
Spesso manca la conoscenza e la consapevolezza di quanto tutto questo pesi sulla biodiversità.  Però in questo caso ognuno di noi può fare la propria parte, per esempio evitare di usare negli orti e nei giardini, lumachicidi come la metaldeide, che avvelenano sia le lumache che le larve di lucciola che le cacciano, oltre agli altri predatori ed utilizzare sistemi di contrasto alternativi e sostenibili come gusci d’uovo tritati e fondi di caffè da aggiungere al terreno.
Potremmo lasciare un angolo dell’orto o del giardino non sfalciato e non rastrellato in modo che le lucciole femmine possano salire sull’erba per incontrare i maschi, oppure possano deporre le uova nel terreno umido ricco di sostanza organica.
Le luci notturne disorientano i maschi che non riescono a individuare le femmine e allora da maggio a luglio, nel periodo del corteggiamento, spegniamo le luci del giardino dopo le 22; l’anno successivo lo spettacolo della danza d’amore delle lucciole tornerà a stupirci.

La danza dellelucciole
Foto di Renaud-Confavreux-RvSkUEdGVo8- by Unsplash

Crediti
Autore: Maria Beatrice Lupi. Naturalista, esperta in formazione, progettazione per lo sviluppo sostenibile, metodologie partecipative e progettazione europea. Attualmente si occupa di divulgazione e di educazione alla sostenibilità.