
Il bosco ha da sempre rappresentato per l’uomo uno spazio di volta in volta pauroso, ambiguo e affascinante col quale ha dovuto misurarsi. Così nel bosco si sostanziano strani e orrendi animali, si custodiscono tesori e segreti; le fate si mostrano in varie forme e le streghe lo scelgono per il loro sabba. Il bosco e le piante hanno dato origine a miti e leggende che spesso emergono dall’etimologia dei loro nomi.
Il bosco, nel nostro immaginario, diviene un riflesso degli stati d’animo che ci percorrono. Gli stessi luoghi possono darci sicurezza o timore; ciascuno di noi vive l’esperienza della selva in modo diverso. L’improvviso trillo di uno scricciolo può far sussultare o sorridere; una ragnatela evidenziata da una lama di luce al tramonto può far rabbrividire o incantare. Suggestioni tanto diverse quanto lo è lo stato d’animo o la sensibilità di chi sta vivendo l’esperienza. (Lacci, 1996)
Tutto questo accade se si entra in un bosco a piedi, se si desidera osservare e capire quanto ci circonda per arrivare a una conoscenza intima e minuta delle essenze silvane. Non è così se si entra con una cippatrice o un escavatore, o anche solo con una motosega. Non è così se si decide che il fuoco può essere un alleato per cambiare la destinazione d’uso di quell’area.

Editore: Hoepli, 2019 | Pagine: 208, Brossura
EAN: 9788820391881
C’era una volta un bosco, anche se ha l’incipit di una fiaba, racconta di un rapporto squilibrato fra la nostra specie e le aree forestate, ne esamina la complessità degli ecosistemi, il valore della biodiversità, l’urgenza delle questioni ambientali e la consapevolezza di come sia cambiato, anche culturalmente, il rapporto tra l’uomo e il bosco.
Partendo dal disastro che si è abbattuto sulle montagne del nord-est il 29 ottobre 2018 (la tempesta Vaia), prende vita un appassionato racconto sul cambiamento climatico, che vede uniti dallo stesso destino oceani e foreste, drammaticamente travolti da una crisi ambientale e biologica di cui non è possibile prevedere le conseguenze.
La completa e attenta analisi del devastante evento meteorologico serve da timone per navigare fra i diversi aspetti che caraterizzano boschi e foreste.
Paola Favero e Sandro Carniel esaminano tutte le relazioni che intessono un ecosistema come quello del bosco, estendendole anche alle relazioni che legano elementi diversi e apparentemente distanti del nostro Pianeta, come oceani e foreste, terreno e atmosfera, attività umane e cambiamento climatico. Una delle caratteristiche di originalità del libro, infatti, è vedere come una forestale e un oceanografo abbiano integrato le loro competenze per chiarire quanto e come tutti gli aspetti del nostro Pianeta siano interconnessi.
Il testo è coinvolgente e corredato da schemi e fotografie esclusive, arricchito dai preziosi contributi del geobotanico Cesare Lasen, dell’ornitologo Francesco Mezzavilla, dell’entomologa Marialuisa Dal Cortivo, del responsabile del servizio neve e valanghe dell’ARPA del Veneto Anselmo Cagnati e di altri valenti collaboratori, che hanno reso questo libro un dipinto dettagliato e prezioso fondamentale per capire la complessità e il valore ecosistemico del bosco. Un sistema vitale che troppo spesso diamo per scontato e che da troppe persone è considerato distrattamente come solo un insieme di alberi.
Un libro che indica gli errori commessi e che, per questo, contemporaneamente, indica le strade che non dobbiamo più percorrere. Riusciremo a cogliere queste indicazioni per tornare sui nostri passi? Riusciremo a capire che dovremo cambiare rotta non solo “per il Pianeta”, come recitano perfino le pubblicità dei detersivi, ma anche per la sopravvivenza della nostra specie, che respira quell’ossigeno che solo le piante terrestri e le alghe oceaniche possono regalarci?
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Crediti
Autore: Anna Lacci è divulgatrice scientifica ed esperta di educazione all’ambiente e alla sostenibilità e di didattica del territorio. E’ autrice di documentari e volumi naturalistici, di quaderni e sussidi di didattica interdisciplinare, di materiali divulgativi multimediali.