
In inverno, nei boschi e nelle campagne avvolte dalla bruma, sui tronchi e sui rami di alberi caduchi ormai spogli, si vedono talvolta, ahimè sempre più raramente, delle palle cespugliose, grovigli di rami e foglie verdastri: sono le piante del Vischio!

Foto di Bob Harvey, CC BY-SA 2.0
Il vischio (Viscum album L.1753.) appartiene alla famiglia delle Santalacee, è una pianta cespugliosa sempreverde, epifita (non ha bisogno della terra per vivere) ed emiparassita, ha bisogno cioè di alberi ospiti per crescere. Predilige salici, pioppi, meli, betulle, tigli, mandorli, aceri, talvolta si ritrova sul Prunus, mai su faggi, platani o noci.

Foto di George Chernilevsky, Public domain
Si sviluppa sulla pianta ospite con ramificazioni dicotomiche in rami di 30-100 cm. Le foglie, di colore verde giallastro e di forma ovale allungata, con margine intero, sono opposte sul ramo. È una specie dioica, con fiori di colore giallo arancio unisessuali poco appariscenti. L’impollinazione è entomofila, avviene cioè ad opera di insetti.
I frutti sono bacche globose carnose lucide, bianco perlacee o verdi, con semi immersi in una sostanza gelatinosa e vischiosa da cui si estrae la pania, una colla che un tempo veniva usata per catturare gli uccelli. Da qui, per estensione, l’aggettivo viscoso riferito a qualcosa o qualcuno appiccicoso, che si attacca con forza. Le bacche, innocue per gli animali, sono invece tossiche e potenzialmente letali per l’uomo se ingerite in grande quantità.

Di Walther Otto Müller – List of Koehler Images
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Strana pianta il Vischio! Pur avendo foglie e rami verdi e quindi la clorofilla ed essendo in grado di compiere la fotosintesi, utilizza l’acqua, l’azoto e i sali minerali della pianta ospite.
Come è possibile tutto ciò?
Gli uccelli si cibano in inverno delle bacche del Vischio e così facendo, le trasportano e le disseminano; esse possono infilarsi nelle fessure di un ramo di una pianta ospite dove i semi contenuti trovano le condizioni per germinare, producendo un cono di penetrazione da cui si forma un piccolo tronco e successivamente la pianta.
Alla base del tronco del Vischio si formano dei cordoni che penetrano nella corteccia della pianta ospite fino a raggiungere il tessuto conduttore da cui sottrarre le sostanze necessarie alla crescita. Stranamente, nonostante questo, la pianta ospite non subisce danni.

Foto di Stefan Schweihofer da Pixabay
Il Vischio trovava impieghi nella medicina tradizionale sotto forma di tinture o infusi come antipertensivo e anti-arteriosclerotico fin dall’antichità e attualmente è studiato dalla medicina alternativa per la cura di alcune forme di tumore.
La sua particolare biologia e le sue proprietà curative, hanno ammantato la pianta di mito e mistero.
Il Vischio è un elemento importante nella mitologia celtica e norrena; da pianta sacra e simbolo di fertilità maschile presso i Celti, a “ramo d’oro”, lasciapassare indispensabile per gli eroi greci per poter scendere nell’Ade e placarne le divinità. Anche la Sibilla Cumana ordina a Enea di portare con sé il ramo d’oro per la sua discesa nell’oltretomba nel VI libro dell’Eneide di Virgilio.
Nell’antica Roma il Vischio rappresentava la pace, l’amore, la comprensione e per questo motivo rami di Vischio erano appesi all’ingresso per proteggere la casa e i suoi abitanti.
Arriva però dalla Scandinavia e dalle isole britanniche l’usanza di baciarsi sotto il Vischio per festeggiare il solstizio d’inverno e il nuovo anno, tradizione che poi fu ripresa dal mondo cristiano in occasione del Natale. Nell’immaginario del tempo giunto fino a noi, il vischio non aveva solo la proprietà di tenere lontani streghe e demoni, ma proprio perché la pianta rimane tutto l’anno attaccata all’albero senza mai cadere e protegge la casa dal fuoco e dai fulmini, simboleggiava legami imperituri e allora un bacio sotto il vischio rappresentava la speranza di una storia d’amore senza fine.
L’usanza di baciarsi sotto il Vischio era anche molto popolare nell’Inghilterra della fine del XVIII secolo, specialmente tra la servitù che ne perpetuò la tradizione. Al tempo un uomo poteva baciare qualsiasi donna in piedi sotto il Vischio, ma la donna che avesse rifiutato il bacio sarebbe stata colpita dalla sfortuna.
Vischio, Agrifoglio e Pungitopo sono adesso le piante augurali natalizie e allora, visto che siamo vicini al Natale, appendiamo un ramo di Vischio nelle nostre case, magari all’ingresso per accogliere gli ospiti, o in cucina dove la famiglia si raccoglie, dove potersi scambiare un bacio e augurarsi amore, fortuna e …..soprattutto pace.

Crediti
Autore: Maria Beatrice Lupi. Naturalista, esperta in formazione, progettazione per lo sviluppo sostenibile, metodologie partecipative e progettazione europea. Attualmente si occupa di divulgazione e di educazione alla sostenibilità.